Nel mondo greco antico si utilizzavano due termini per indicare il tempo: chronos, il tempo ciclico, e kairos, il tempo progettuale.
Kairos è dunque il tempo qualitativo, un "tempo nel mezzo" che spezza la sequenzialità corrosiva del tempo cronologico, inaugurando, come scrive Galimberti, un tempo dell'uomo misurato dalle sue intenzioni.
Radicati nel passato, ci si proietta all'oggi e al domani in un'ottica non più ricorsiva ma del divenire, del poter essere, del "farsi amico il tempo".